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Posts Tagged ‘acque’

Il fiume inghiottiva le sue lacrime come un animale vorace, da troppo tempo a digiuno, quasi ingordo nella sua bramosia e insistenza di nutrimento.

E in cambio restituiva ricordi, dolci come le sue acque chiare.

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Credevo che non mi importasse nulla;

credevo di essere inaspettatamente forte e di averlo superato;

credevo di essere andata oltre con facilità;

invece non è così.

Mi basta guardare un film, ascoltare certi discorsi della gente e guardare le foto in cui ci sei tu perché una lacrima spunti, si formi il groppo in gola e cominci a singhiozzare.

Non me l’aspettavo: è questa la verità.

Non avrei mai creduto possibile, e tantomeno l’avevo lontanamente preventivato, che un giorno di marzo, in una giornata di sole ancora fredda, avrei assistito all’ultimo tuo viaggio.

Quanto sono stati forti tutti; quante lacrime ho così ingoiato e chiuso nel cassetto. Le stesse lacrime che, per un nonnulla, sgorgano appena qualcosa non va. Come se fossero arginate da una diga che fa fatica a trattenerle. Basta un sasso gettato tra le sue acque perché fuoriescano impazzite.

Andiamo tutti avanti. Ma sentire la distruzione nella voce dei tuoi genitori il giorno del mio compleanno, che a loro ricordava tanto il tuo che avresti dovuto festeggiare un mese esatto prima, mi ha gettato nello sconforto. Ora so, attraverso di loro, cosa s’intende con l’espressione “distrutto dal dolore”. Perdere un figlio uccide una parte di chi l’ha messo al mondo anche se era un figlio ormai cresciuto, con una propria casa, una propria famiglia. Ma resta sempre un figlio.

Manchi tanto, manchi anche se non me ne rendo conto.

Ti penso spesso, praticamente ogni giorno. E penso che ogni giorno che passa, mi avvicino al giorno in cui ci incontreremo di nuovo. Non è un giorno sprecato, è un giorno che mi riporta a te.

E intanto come vivrò quest’attesa? Come ho sempre vissuto. Le tragedie non cambiano le persone. Non fanno fare gesti verso gli altri per esprimere i propri sentimenti prima che sia troppo tardi. No. Non accade questo. Non mi dà il coraggio di dire alle persone a cui tengo, che ho paura di perderle. Le tragedie mi chiudono dentro a chiave. Barricano le mie finestre e alzano muraglie. Non mi fanno muovere. Non ho nemmeno il coraggio di dare una pacca sulla spalla. O di sorridere alle persone. Non sorrido mai. Se mi guardassi da fuori, mi spaventerei. Prenderesti pure tu un bello spavento. La tua tragedia non ha cambiato nulla. Non mi ha cambiata. Non mi fa aprire bocca e trovare il coraggio di parlare. Mi fa solo venire voglia di scappare via. Nascondermi in un angolo e attendere nel buio la fine di tutto.

E in quel buio, spero che sia tu la luce che verrà a portarmi via.

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