Feeds:
Articoli
Commenti

Posts Tagged ‘buio’

Mi nascondo.

Agli occhi di tutti, dallo sguardo del mondo.

Cerco l’ombra nelle giornate di sole,

il buio fitto nelle notti di luna piena.

Read Full Post »

Dicono che esaminare le cose alla luce del giorno

ridimensioni i problemi.

Ma ci sono mattine in cui il buio

è l’unica risposta che stiamo cercando.

Read Full Post »

Non ho più parole.
Ovunque io guardi si aprono buchi neri che tutto inghiottono, fagocitano senza remore o tentennamenti.
L’ambiente circostante si spegne e nemmeno i contorni delle figure si distinguono più nella penombra che cala fino a diventare buio impenetrabile, impermeabile alla vista la più acuta.

Read Full Post »

Il buio ha rubato

i tuoi lineamenti,

la folla ha confuso

il tuo profilo.

Read Full Post »

Schiena curva, lento l’incedere nel buio della notte umida, al guinzaglio  un piccolo meticcio lo trainava per le vie. Il volto fisso sul marciapiede, individuava possibili ostacoli per i suoi piedi sbadati. Le gambe incerte faticavano mentre le zampette tozze trotterellavano senza sforzo alcuno.

I fari di una macchina rischiararono per un attimo la loro via ed entrambi si voltarono, chi per curiostià chi per abitudine. L’auto li sorpassò e il breve chiarore che li aveva puntati li lasciò nuovamente al buio.

Avvolti nelle tenebre ripresero il loro lento passeggiare.

Read Full Post »

Era bello sedersi al buio

e respirare la biancheria

stesa ad asciugare.

]old

Read Full Post »

Credevo che non mi importasse nulla;

credevo di essere inaspettatamente forte e di averlo superato;

credevo di essere andata oltre con facilità;

invece non è così.

Mi basta guardare un film, ascoltare certi discorsi della gente e guardare le foto in cui ci sei tu perché una lacrima spunti, si formi il groppo in gola e cominci a singhiozzare.

Non me l’aspettavo: è questa la verità.

Non avrei mai creduto possibile, e tantomeno l’avevo lontanamente preventivato, che un giorno di marzo, in una giornata di sole ancora fredda, avrei assistito all’ultimo tuo viaggio.

Quanto sono stati forti tutti; quante lacrime ho così ingoiato e chiuso nel cassetto. Le stesse lacrime che, per un nonnulla, sgorgano appena qualcosa non va. Come se fossero arginate da una diga che fa fatica a trattenerle. Basta un sasso gettato tra le sue acque perché fuoriescano impazzite.

Andiamo tutti avanti. Ma sentire la distruzione nella voce dei tuoi genitori il giorno del mio compleanno, che a loro ricordava tanto il tuo che avresti dovuto festeggiare un mese esatto prima, mi ha gettato nello sconforto. Ora so, attraverso di loro, cosa s’intende con l’espressione “distrutto dal dolore”. Perdere un figlio uccide una parte di chi l’ha messo al mondo anche se era un figlio ormai cresciuto, con una propria casa, una propria famiglia. Ma resta sempre un figlio.

Manchi tanto, manchi anche se non me ne rendo conto.

Ti penso spesso, praticamente ogni giorno. E penso che ogni giorno che passa, mi avvicino al giorno in cui ci incontreremo di nuovo. Non è un giorno sprecato, è un giorno che mi riporta a te.

E intanto come vivrò quest’attesa? Come ho sempre vissuto. Le tragedie non cambiano le persone. Non fanno fare gesti verso gli altri per esprimere i propri sentimenti prima che sia troppo tardi. No. Non accade questo. Non mi dà il coraggio di dire alle persone a cui tengo, che ho paura di perderle. Le tragedie mi chiudono dentro a chiave. Barricano le mie finestre e alzano muraglie. Non mi fanno muovere. Non ho nemmeno il coraggio di dare una pacca sulla spalla. O di sorridere alle persone. Non sorrido mai. Se mi guardassi da fuori, mi spaventerei. Prenderesti pure tu un bello spavento. La tua tragedia non ha cambiato nulla. Non mi ha cambiata. Non mi fa aprire bocca e trovare il coraggio di parlare. Mi fa solo venire voglia di scappare via. Nascondermi in un angolo e attendere nel buio la fine di tutto.

E in quel buio, spero che sia tu la luce che verrà a portarmi via.

Read Full Post »

Random #91

Si è fatto buio

fuori e dentro di me.

Se n’è andata la capacità di gioire

per le poche cose buone che ancora capitano,

sbalzato dal continuo chiedersi

perché sia capitato a te,

che avevi una vita con un senso,

e non a me,

che non ho niente da perdere.

Read Full Post »

Frasi perse #41

Ci sarà un motivo

se le stelle brillano solo al buio.

Read Full Post »

Faceva caldo. Dormire con la coperta in fondo ai piedi non era stata una buona idea se poi si doveva svegliare ansante e con la gola secca. Bevve un sorso d’acqua dalla bottiglietta appisolata sul comodino. Ne bevve un altro perchè la gola era talmente arsa che le pareva di avere una spina incastrata da qualche parte.

Era l’1.20. Ormai, dopo inutili tentativi di deglutire normalmente, era totalmente sveglia. Così sveglia da poter riaprire il libro che stava leggendo e vedere cosa la veggente avesse detto a Miriam. Ma era pur sempre l’1.20 di mattina, accendere la luce della camera avrebbe squassato lo spazio tempo capovolgendo la giornata. No era meglio optare per la luce soffusa dell’abat-jour e sperare di ritrovare il sonno. Leggermente seduta sul letto, con il cuscino ben piazzato e tanta buona volontà (la coperta era stata scagliata sul pavimento di legno senza tanti complimenti), si mise a pensare. Guardandosi gli alluci lontani, ebbe la malaugurata idea di soffermarsi sul suo presente, sulla condizione di single che la affliggeva alquanto, non per l’esser zitella in sè, quanto perchè gli anni cominciavano a farsi strada come i primi fili bianchi tra i capelli e l’idea di farsi una famiglia, un giorno, sembrava in pericolo. Quante volte nella sua vita aveva pensato “Questo non accadrà mai a me” o “io non sarò mai così” eppure sembrava che il destino si prendesse gioco di lei. Per esempio la singletudine. Allo stage di qualche anno prima,il datore di lavoro sembrava una persona molto competente nel suo campo, preciso, dinamico, molto preparato. Eppure, a detta degli altri impiegati, non aveva famiglia. Ecco allora che lei pensava di se stessa che una famiglia invece la voleva ma che, ovviamente, non sarebbe stato un problema costruirne una. Già. Quanto si sbagliava. Gli anni erano passati e ancora non si vedeva un uomo all’orizzonte che volesse restare. Tutti fuggivano verso occasioni più leggere e meno impegnative. Come si può in contesti del genere, in cui si comprano i sentimenti come al supermercato (tante son le persone che non ci pensano due volte prima di darsi agli altri), riuscire ad essere scelti, far capire che si è una persona per cui vale la pena fare uno sforzo in più di pazienza e conoscerla, starci insieme con rispetto senza, nel frattempo, scorrere la rubrica per occupare i giorni vuoti con la prima sciacquetta dalla gonna corta (che da tanto è corta chiamarla gonna è un complimento)?

Cosa aveva lei che non andava? Quanto avrebbe dovuto aspettare ancora prima di trovare una persona interessante? Qualcuno per cui valesse la pena di rischiare un futuro insieme? Troppe domande, troppe accuse gettava contro di sè come coltelli affilati. Non era sicura nemmeno del suo radar per gli uomini: troppi errori, troppe delusioni, troppi inciampi. E se il suo futuro consisteva nel non avere un futuro? Perchè avrebbe dovuto soffrire così tanto se alla fine dei suoi giorni non avrebbe potuto cantar vittoria ed essere ricompensata? Perchè continuare a credere che ci fosse un barlume di speranza? Perchè? Perchè?

Angustiata scivolò in un sonno buio e fitto.

Read Full Post »