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Posts Tagged ‘coraggio’

Sono stufa di false partenze.

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Adams, il coraggio e la perseveranza sono magici talismani contro i quali gli ostacoli nulla possono; il coraggio non è forse la paura che tarda un minuto di troppo ad arrivare?

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A volte, per quanto piccoli e fragili siamo,

sentirci grandi ed invincibili,

é l’unico modo per trovare la forza e il coraggio

di andare avanti.

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Molto spesso i “non voglio, si nascondono dietro i “non posso”.

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Prenderai la mia mano tesa, di sangue intinta,
e la stringerai al tuo volto smarrito?
La perdonerai per ciò che ha fatto
e comprenderai il bisogno di silenzio perpetuo
che l’ha costretta ad agire?

Se ti giurassi che ho cercato un angelo lungo la strada,
il buon samaritano che cede le sue vesti strappate a chi è nudo,
che ho così incrociato gli sguardi dei passanti
per chiedere aiuto con occhi così appannati da ricordare la pioggia che batte fredda su finestre avvolte da tepore sopito,
ma essi,atterriti alla visione del mio volto trasfigurato,
sono fuggiti con le vesti tra le gambe
come quando la morte bussa alla porta
e non hai ancora finito di preparare la valigia e di salutare tutti,
mi accoglieresti tra le tue braccia?

La pietà non era della Terra la più diffusa delle qualità
e altro non mi è rimasto se non lasciarmi tutto quel peso alle spalle.
Farlo cadere è stato semplice, talmente liberatorio che avrei dovuto trovare il coraggio tempo addietro.
Soprattutto perché vederti accorrere alla mia volta
mi riempie il cuore di quella gioia che ti sei portata via intraprendendo il tuo viaggio.

Troverai, tu così devota, una breccia nella Grazia eterna per farmi aprire i dorati cancelli ?
So che farai del tuo meglio e molto di più.
Intanto stringi la mano insanguinata e prometti che non la lascerai più.

 

]old

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Random #105

Immagini scene nella tua testa,

frasi da dire, battute ed espressioni del volto.

Immagini dialoghi, sguardi, gesti, respiri.

Calcoli i tempi tra la tua risposta e la sua;

immagini le linee del suo viso

e la sinfonia che rimbomberà nelle tue vene.

Poi arriva il momento

e di tutto quello che ti sei immaginato

non accade nulla.

Non trovi né le parole

né il coraggio per dirle.

 

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Credevo che non mi importasse nulla;

credevo di essere inaspettatamente forte e di averlo superato;

credevo di essere andata oltre con facilità;

invece non è così.

Mi basta guardare un film, ascoltare certi discorsi della gente e guardare le foto in cui ci sei tu perché una lacrima spunti, si formi il groppo in gola e cominci a singhiozzare.

Non me l’aspettavo: è questa la verità.

Non avrei mai creduto possibile, e tantomeno l’avevo lontanamente preventivato, che un giorno di marzo, in una giornata di sole ancora fredda, avrei assistito all’ultimo tuo viaggio.

Quanto sono stati forti tutti; quante lacrime ho così ingoiato e chiuso nel cassetto. Le stesse lacrime che, per un nonnulla, sgorgano appena qualcosa non va. Come se fossero arginate da una diga che fa fatica a trattenerle. Basta un sasso gettato tra le sue acque perché fuoriescano impazzite.

Andiamo tutti avanti. Ma sentire la distruzione nella voce dei tuoi genitori il giorno del mio compleanno, che a loro ricordava tanto il tuo che avresti dovuto festeggiare un mese esatto prima, mi ha gettato nello sconforto. Ora so, attraverso di loro, cosa s’intende con l’espressione “distrutto dal dolore”. Perdere un figlio uccide una parte di chi l’ha messo al mondo anche se era un figlio ormai cresciuto, con una propria casa, una propria famiglia. Ma resta sempre un figlio.

Manchi tanto, manchi anche se non me ne rendo conto.

Ti penso spesso, praticamente ogni giorno. E penso che ogni giorno che passa, mi avvicino al giorno in cui ci incontreremo di nuovo. Non è un giorno sprecato, è un giorno che mi riporta a te.

E intanto come vivrò quest’attesa? Come ho sempre vissuto. Le tragedie non cambiano le persone. Non fanno fare gesti verso gli altri per esprimere i propri sentimenti prima che sia troppo tardi. No. Non accade questo. Non mi dà il coraggio di dire alle persone a cui tengo, che ho paura di perderle. Le tragedie mi chiudono dentro a chiave. Barricano le mie finestre e alzano muraglie. Non mi fanno muovere. Non ho nemmeno il coraggio di dare una pacca sulla spalla. O di sorridere alle persone. Non sorrido mai. Se mi guardassi da fuori, mi spaventerei. Prenderesti pure tu un bello spavento. La tua tragedia non ha cambiato nulla. Non mi ha cambiata. Non mi fa aprire bocca e trovare il coraggio di parlare. Mi fa solo venire voglia di scappare via. Nascondermi in un angolo e attendere nel buio la fine di tutto.

E in quel buio, spero che sia tu la luce che verrà a portarmi via.

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Non aver paura della morte.

Affrontare la vita è la vera sfida.

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Spezzone #19

– Vai anche tu?

– Sì perché me l’ha chiesto X.

– Ah e se te l’avessi chiesto io?

– Tu non me l’avresti mai chiesto.

– Perché non sta bene.

– Tante cose non vanno bene ma le fai lo stesso. Una volta intraprese certe strade bisogna avere il coraggio di seguirle fino in fondo.

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