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Posts Tagged ‘mare’

La strada costeggiava il litorale in tutta la sua lunghezza.

Sabbia rovente bianca come la via che sta nel cielo

scendeva fino alle acque cristalline del mare.

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Spirava dal mare. Sostenuto e freddo.

Inspirai la salsedine a pieni polmoni. Bastò un attimo per ritrovarmi in un’altra epoca, un altro mondo, una vita fa.

Un altro me, una lei che lei lo sarebbe stata ancora.

Mi perdevo a fissare le gocce d’acqua che si asciugavano sulla sua pelle scottata dal sole. Mi perdevo tra le ciglia scure dei suoi occhi chiusi per ripararsi dal dolore della luce del mezzogiorno. Mi persi. In quel mare, sotto quel cielo, accanto a lei.

Mondi ora ci dividono.

Distanze ci separano.

Vite che non ci appartengono più.

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Random #226

Amo il mare che ad ogni onda

si porta via un po’ del mio dolore.

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In un giorno di sole di fine estate, che scalda ancora la pelle, sotto un cielo azzurro striato di nuvole dal bianco vivace, ritrovava a poco a poco la serenità di un tempo.

Non avrebbe dimenticato; avrebbe messo via quel doloroso pensiero, insistente quanto il frinire delle cavallette nelle sere al mare; l’avrebbe riposto sul fondo del baule della coscienza, tra vestiti e guanti dimessi.

L’avrebbe lasciato lì mentre lei sarebbe andata avanti, verso un nuovo futuro.

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Il rumore del mare , con lo sciabordio delle sue onde contro gli scogli appena al di fuori della sua linea, sovrasta i pensieri e tutto avvolge.

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Portami a vedere il sole

che bacia il mare.

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Aveva il mare negli occhi

e d‘inchiostro i capelli

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La saggezza del mare sta

nell’essere sempre

alla giusta distanza dalla sua spiaggia.

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Resta solo un lembo di luce, sovrastato da nubi di lanuggine opaca, sulle nostre teste arruffate.

Non sospira il vento, quieto riposa in grotte lontane, su rotte perdute in mezzo al mare.

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Nell’umidità della sera, avvolta dal profumo delicato del gelsomino, mi accorgo appena del tuo respiro alle mie spalle, persa come sono nel calar del sole dietro le villette.
Come cambia tonalità  quel tratto di cielo!
Dapprima è vivo e giocoso, poi piano piano si rilassa in un rosa confetto, che a sua volta si tuffa in un arancione, un albicocca, per poi affogare con dolcezza in un misto di turchese verdastro, come se calasse il mare al posto del giorno.
E infine si veste di violetto quando tu posi le tue mani sulle mia spalle e finisci per stringermi, come se non fossi mai stata lì, come se non dovessi restarci ancora per molto.
Come se stessi per partire per uno di quei viaggi senza ritorno.
– Ancora un attimo!- ti chiedo o forse ti comando e le stelle sono subito lì, ornamento della notte buia.

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