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Posts Tagged ‘mare’

Nell’umidità della sera, avvolta dal profumo delicato del gelsomino, mi accorgo appena del tuo respiro alle mie spalle, persa come sono nel calar del sole dietro le villette.
Come cambia tonalità  quel tratto di cielo!
Dapprima è vivo e giocoso, poi piano piano si rilassa in un rosa confetto, che a sua volta si tuffa in un arancione, un albicocca, per poi affogare con dolcezza in un misto di turchese verdastro, come se calasse il mare al posto del giorno.
E infine si veste di violetto quando tu posi le tue mani sulle mia spalle e finisci per stringermi, come se non fossi mai stata lì, come se non dovessi restarci ancora per molto.
Come se stessi per partire per uno di quei viaggi senza ritorno.
– Ancora un attimo!- ti chiedo o forse ti comando e le stelle sono subito lì, ornamento della notte buia.

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L’aria tiepida di giugno solleticava la sabbia, sollevando alcuni granelli dorati. Il sole alto nel pomeriggio guardava non curante l’orizzonte, incapace di comprendere cosa fosse la notte.

Alcuni bagnanti solcavano il lungomare, sollevando piccole onde bianche attorno alle gambe, discutendo animatamente alcuni, altri osservando in silenzio dove poggiavano i piedi.

Un gruppetto di bambini era intento a costruire un castello con più torri, adornato da conchiglie e alghe strappate al moto ondoso.

Nel suo silenzio s’erano appartati suoni di discorsi mai tenuti, intrappolati in gola come bocconi amari che non si riesce a deglutire; le mani tremavano per un tic nervoso che non riusciva a placare, il respiro, fattosi accelerato, le faceva sussultare il petto magro alla disperata ricerca di ossigeno. Seduta, fissava il mare dinanzi a sè, per cercare la calma interiore a cui aspirava. Ogni volta che chiudeva gli occhi vedeva un volto, il suo volto, ma avrebbe dato qualsiasi cosa per non vederlo più. Troppo dolore, troppa ansia, troppe domande, –  che sarebbero rimaste senza risposte,- invadevano il suo essere rendendolo fragile e indifeso.

Una folata di vento le sussurrò qualcosa all’orecchio. Un bisbiglio, un mormorio, un fruscio nella sua testa. Riaprì gli occhi.

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Random #96

Non mi serve un porto sicuro

mi basti tu, ancora in mare aperto.

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Random #88

Il sole cambia le forme

e sbiadisce le foto.

Ma non potrà mai

cancellare il mare.

]old

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Random #73

Se ti butti in mare,

nonostante ti abbiano avvisato del pericolo,

meriti solo di affogare.

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Un paio di occhi azzurri incastonati da ciglia scure osservavano il mare, inquieto come il suo animo. Tra sbuffi di spuma biancastra immergeva le scarpe da festa, che uscivano da quel bagno con strani orli di salsedine che non sarebbero più andati via.

Ritto in piedi, non pareva accorgersi del vento freddo, nemmeno quando la giacca si sollevò come una vela di un vascello e mani fredde gli accarezzarono le membra spoglie.

Un ultimo sguardo alle onde increspate, distinte a fatica dal cielo plumbeo e minaccioso, poi si avvolse la sciarpa attorno al collo e si voltò, con passi incerti, affondanti nella sabbia, in direzione della sua auto. Si abbottonò la giacca con un abbraccio di sconforto.

 

 

[old

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Mi sto ingoiando il cuore
anche se non ho fame,
si sta spezzando il rumore
dentro di me del mare,
contro scogli s’infrangono le onde sonore
sbattono in silenzio
fino a scomparire mentre bevo assenzio,
veleno per zittire
una voce che vuol farmi ammattire,
per calmare il tic tac di un orologio infame
che trivella fino a farmi male,
un dolore costante
che diventa gigante,
come una grotta senza via d’uscita
e non so come farla finita.
Uscire da quest’inferno,
eterno,
è un’impresa per eroi
ben più forti di noi.
Senza una bussola ad indicare la strada
non so dove andare, resto ferma qualunque cosa accada.
E il martellare diventa un ronzio
nelle orecchie, un grido faccio mio
“Aiutami, non so più cosa fare io.”

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Cerco occhi in cui annegare,

profondi come il mare,

in cui tutto dimenticare.

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