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Posts Tagged ‘sole’

Vedo immagini di te come in un loop continuo. Come serro le palpebre, l’oscurità che si crea diventa tela del tuo viso.

Contorni sbiaditi, azzurri spenti, che il ricordo si affievola come i panni al passar dei lavaggi.

Si infeltriscono fino a confondersi e a diventar bugie persino per me, che avevo giurato che di quegli occhi non mi sarei mai potuta scordare.

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Nostalgia canaglia che si presenta in questa giornata di sole a portare un velo di solitudine.

O forse sta strappando questa carta da parati, troppo a lungo usata per nascondere le macchie sul muro.

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Come il sole si nascose dietro l’altura,

l’aria, da tiepida e invitante,

diventò improvvisamente fredda e tetra,

quasi pungente.

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Un altro sole tramonta su questa barca lasciata alla deriva.

Domani risorgerà e questo pescatore sonnacchioso,

con un filo d’erba tra le labbra socchiuse,

sarà ancora lì a riposare quieto al fianco della sua canna.

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Spirava dal mare. Sostenuto e freddo.

Inspirai la salsedine a pieni polmoni. Bastò un attimo per ritrovarmi in un’altra epoca, un altro mondo, una vita fa.

Un altro me, una lei che lei lo sarebbe stata ancora.

Mi perdevo a fissare le gocce d’acqua che si asciugavano sulla sua pelle scottata dal sole. Mi perdevo tra le ciglia scure dei suoi occhi chiusi per ripararsi dal dolore della luce del mezzogiorno. Mi persi. In quel mare, sotto quel cielo, accanto a lei.

Mondi ora ci dividono.

Distanze ci separano.

Vite che non ci appartengono più.

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Mi nascondo.

Agli occhi di tutti, dallo sguardo del mondo.

Cerco l’ombra nelle giornate di sole,

il buio fitto nelle notti di luna piena.

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In un giorno di sole di fine estate, che scalda ancora la pelle, sotto un cielo azzurro striato di nuvole dal bianco vivace, ritrovava a poco a poco la serenità di un tempo.

Non avrebbe dimenticato; avrebbe messo via quel doloroso pensiero, insistente quanto il frinire delle cavallette nelle sere al mare; l’avrebbe riposto sul fondo del baule della coscienza, tra vestiti e guanti dimessi.

L’avrebbe lasciato lì mentre lei sarebbe andata avanti, verso un nuovo futuro.

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Portami a vedere il sole

che bacia il mare.

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Eri il riflesso del sole che si specchia nelle gocce di pioggia dopo il temporale,

eri il profumo di erba bagnata al cessar della tempesta,

lo squarcio di azzurro tra le ultime nuvole grigie.

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Nell’umidità della sera, avvolta dal profumo delicato del gelsomino, mi accorgo appena del tuo respiro alle mie spalle, persa come sono nel calar del sole dietro le villette.
Come cambia tonalità  quel tratto di cielo!
Dapprima è vivo e giocoso, poi piano piano si rilassa in un rosa confetto, che a sua volta si tuffa in un arancione, un albicocca, per poi affogare con dolcezza in un misto di turchese verdastro, come se calasse il mare al posto del giorno.
E infine si veste di violetto quando tu posi le tue mani sulle mia spalle e finisci per stringermi, come se non fossi mai stata lì, come se non dovessi restarci ancora per molto.
Come se stessi per partire per uno di quei viaggi senza ritorno.
– Ancora un attimo!- ti chiedo o forse ti comando e le stelle sono subito lì, ornamento della notte buia.

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