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Posts Tagged ‘volto’

Odalisca del firmamento,

dal volto velato che muto le nostre sorti osserva,

fa un sol cen’ del capo

e noi distingueremo nell’aere di tenebra il nostro cammino.

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Ad occhi chiusi avvicino la tua camicia al mio volto e inspiro a fondo, cercando le ultime molecole del tuo profumo; e mi chiedo se ora sei con lei, se tra le sue braccia hai trovato il porto sicuro che andavi cercando.

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Sembrava volesse dirigere il traffico con quel braccio teso e la mano aperta davanti a sé. Con un gesto sconsolato e quasi sconfitto portò la stessa mano al volto, quasi fosse una carezza mentre con l’altro braccio si teneva stretto lo stomaco, come se i vestiti volessero scappare via.

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L’aria tiepida di giugno solleticava la sabbia, sollevando alcuni granelli dorati. Il sole alto nel pomeriggio guardava non curante l’orizzonte, incapace di comprendere cosa fosse la notte.

Alcuni bagnanti solcavano il lungomare, sollevando piccole onde bianche attorno alle gambe, discutendo animatamente alcuni, altri osservando in silenzio dove poggiavano i piedi.

Un gruppetto di bambini era intento a costruire un castello con più torri, adornato da conchiglie e alghe strappate al moto ondoso.

Nel suo silenzio s’erano appartati suoni di discorsi mai tenuti, intrappolati in gola come bocconi amari che non si riesce a deglutire; le mani tremavano per un tic nervoso che non riusciva a placare, il respiro, fattosi accelerato, le faceva sussultare il petto magro alla disperata ricerca di ossigeno. Seduta, fissava il mare dinanzi a sè, per cercare la calma interiore a cui aspirava. Ogni volta che chiudeva gli occhi vedeva un volto, il suo volto, ma avrebbe dato qualsiasi cosa per non vederlo più. Troppo dolore, troppa ansia, troppe domande, –  che sarebbero rimaste senza risposte,- invadevano il suo essere rendendolo fragile e indifeso.

Una folata di vento le sussurrò qualcosa all’orecchio. Un bisbiglio, un mormorio, un fruscio nella sua testa. Riaprì gli occhi.

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Haiku #2

Il volto triste,

sospira il vento.

Salice nudo.

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Due occhi non li puoi scordare

quando ti hanno fatto vedere il cielo sgombro dalle nuvole;

li puoi confondere per un attimo

perché la ragione viene travolta dallo stupore;

ma, quando rivedi quel particolare che ti aveva accecato,

i dubbi sono rischiarati e si aprono, una volta per tutte, le tende dell’incertezza.

Il tuo cuore riassembla il quadro che stava appesa nella tua memoria

e ricompone il volto che andavi cercando.

Peccato che tu, per quel volto, non sia nemmeno un vago ricordo.

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